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Monumenti e chiese

Senza dubbio il monumento più antico della città è il Castello Svevo fatto costruire nel 1238 da Federico II di Svevia, sui ruderi di un fortilizio arabo. Oggi noi conosciamo solo una Torre Federiciana di forma irregolare a quattro piani con un'altezza di 18,58 metri formata da due edifici quadrangolari tra loro riuniti ed accostati per metà . Il sisma del gennaio 1968 ha completamente distrutto la torre, che è stata ricostruita dopo il terremoto conservando i ruderi e riprendendo la forma irregolare.
Nel borgo marinaro di Porto Palo (frazione di Menfi), il monumento predominante è la torre di avvistamento anticorsaro.
È una delle numerose torri di guardia costiera costruite nel 1583 per difendere le città siciliane da eventuali attacchi dei corsari. La prima presenza umana sul territorio dell’attuale Menfi risale al paleolitico.

Appropriati studi e ricerche scientifiche di laboratorio portate a termine dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Agrigento, sul recente ritrovamento della necropoli pavimentale di Palazzo Pignatelli, provano l’esistenza di un insediamento in epoca romano bizantina e paleocristiana. Le recenti acquisizioni archeologiche emerse dalle ricerche istituzionali condotte sul territorio di Menfi ed esattamente a Montagnoli di Belice, hanno consentito di accertare l’esistenza di comunità indigene panelleniche, dedite a vere e proprie attività agro pastorali e commerciali sin dall’VIII secolo a.C. Tra le bellezze storiche e monumentali, il comune di Menfi vanta anche un numero di chiese progettate e realizzate dal 1650.

Chiesa Madre, edificata intorno al 1650 a tre navate, semidistrutta dal terremoto del 1968 è oggi ricostruita su progetto dell’architetto Vittorio Gregotti.
Al suo interno si conservano i ruderi dell’antica chiesa e alcune pregevoli opere d’arte quali la statua lignea di “S. Antonio da Padova” opera del secolo XVII a cui la chiesa e dedicata il gruppo scultoreo della “Vergine del Rosario tra i santi Caterina e Domenico” del sec. XVII, alcuni dipinti settecenteschi di frate Felice da Sambuca, sculture lignee del Bagnasco e un pregevole “Crocifisso” ligneo con croce rivestita lamina d’argento, pregevole opera del sec. XVII.

Chiesa di San Giuseppe eretta nel 1715, presenta una facciata adorna d’intarsi e paraste ed una singolare torre campanaria a pianta rettangolare. L’interno a unica navata conserva importanti opere d’arte tra le quali la statua di legno policromato di “San Giuseppe” opera del secolo XVII, il simulacro ligneo di “Santa Lucia” probabile opera della bottega di Filippo Quattrocchi e una “Sacra Famiglia” opera ottocentesca del pittore Marco Caricchia.

Chiesa del Purgatorio, già dedicata a S. Antonio Abate è oggi dedicata alla Madonna della Consolazione, la cui statua lignea ottocentesca si conserva sull’altare maggiore al posto di un più antico dipinto raffigurante le anime del Purgatorio oggi perduto. Di notevole importanza artistica è un ciclo di dipinti del maestro contemporaneo Gianbecchina.

Chiesa dell’Addolorata ricostruita su una più antica chiesa intorno al 1813, conserva al suo interno una splendida pala d’altare raffigurante “il Compianto sul Cristo Morto” dipinta da Mariano Rossi nel secolo XVIII e un simulacro ligneo della “Vergine Addolorata”, opera ottocentesca dello scultore agrigentino Calogero Cardella.

Chiesa del Collegio di Maria SS.Annunziata sormontata dalla torre dell’orologio civico è oggi ritornata all’antico splendore grazie a un recente restauro. Al suo interno si conserva parte di una tela ottocentesca realizzata dal pittore saccense Giuseppe Sabella su modello di un dipinto del noto maestro Mariano Rossi.

 
   
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