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LA STRADA DEL VINO TERRE SICANE

Terre Sicane è il nome della strada del vino che, nella Sicilia sudoccidentale, percorre il territorio dei comuni di Santa Margherita Belice, Contessa Entellina, Menfi, Montevago e Sambuca.
E’ un comprensorio in cui s’incontrano testimonianze di particolare spessore storico e culturale: dai millenari casali arabi alle recenti opere d’arte di Giò Pomodoro ai luoghi del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, riportati alla memoria, tra l’altro, dal palazzo Filangeri di Cutò, a santa margherita. Ma la strada s’immerge pure in oasi etniche come Contessa Entellina, che conserva, dalla fine del ‘400, lingua, tradizioni e costumi albanesi.
Terre Sicane è un percorso impreziosito da ben quattro doc. Vi ricadono: la Contessa Entellina, la Menfi, la Sambuca di Sicilia e la Santa Margherita Belice. I vini bianchi provengono da questi vitigni: Inzolfa, Grecanico, Grillo, Fiano, Chardonnay e Catarratto. I rossi dal Nero d’Avola, dal Cabernet Sauvignon, dal Merlot, dal Syrah e dal Nerello Mascalese.
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La Strada coinvolge uno dei territori siciliani più interessanti dal punto di vista vitivinicolo. Basti citare un nome su tutti: Planeta, una delle aziende vitivinicole che maggiormente ha contribuito al successo dell’enologia siciliana nel mondo.Se a questo aggiungiamo brand come Settesoli, la più prestigiosa, e di successo, cooperativa vitivinicola siciliana, e Donnafugata che a Contessa Entellina ha uno dei suoi siti produttivi più interessanti, ed inoltre Feudo Arancio, Cellaro, Corbera e tanti altri produttori, si fa presto a far comprendere come il vino sia un protagonista assoluto nelle Terre Sicane.
Oltre al vino siamo in una terra molto interessante e ricca anche dal punto di vista lattiero-caseario .Basti citare la Vastedda del Belice, uno straordinario formaggio realizzato con il latte della Pecora della Valle del Belice, ma, sempre sul fronte lattiero-caseario, troviamo anche il Pecorino rosso, la Ricotta infornata, il Piacentino, il Pecorino siciliano dop, la ricotta di pecora.

E, sempre rimanendo nel cuore della Valle del Belice, troviamo altre eccellenze agroalimentari come il Ficodindia di Santa Margherita del Belice, il Carciofo spinoso di Menfi e la Fragolina di Sciacca. Tanti i piatti tipici: dalla zuppa di lumache alla pasta con asparagi selvatici alla muffuletta con semi di finocchio all’agneddu agrassatu. E poi i dolci: dai cassateddi di ricotta alle minni di vergini.

Visualizza le cantine presenti sul territorio nella mappa

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LA STORIA

Menfi sorge nella valle del fiume Belice, in una fertile terra già coltivata e abitata dai Sicani, dai coloni greci di Selinunte, dai romani, dagli arabi, dai normanni e dall’imperatore Federico II di Svevia, che fece edificare nel 1239 un poderoso castello. Oggi Menfi è un paese prevalentemente agricolo, che fonda la sua economia sulla coltivazione della vite.

storia.jpgQuesta è la costante di un paesaggio rurale che si estende da un altopiano di 400 m.t. di altezza fino al mare. Il legame del vino con la storia di Menfi è antico: Stefano di Bisanzio, narrando dell’antica città di Inycon, primo insediamento urbano nell’area risalente all’epoca della Magna Grecia, pone l’accento sull’eccellenza dei suoi vini. La spiaggia sabbiosa si estende per tutta la lunghezza del golfo in un ambiente rilassante caratterizzato dalla scarsa presenza di proprietà immobili.

Al Centro dell’antico centro abitato, voluto dagli Aragona Tagliavia Pignatelli, è presente la piazza con la Chiesa maggiore e il palazzo baronale con l’antica torre del castello sorto per opera di Federico II. Tra la fine dell’880 e l’inizio del ‘900, antiche masserie vennero sostituite da nuovi caseggiati arricchiti da portici e balconate coperti di tegole e decorate con rivestimenti ceramici. La viticoltura è oggi il settore primario che sorregge l’economia del paese, che insieme al comune di Santa margherita, Montevago e Sambuca, costituisce il distretto delle “Terre Sicane”, così chiamato perché anticamente abitato dai Sicani.
Il panorama vitivinicolo, costituito fino a pochi decenni fa da pochi vigneti, quali cataratto, trebbiano, inzolia e grillo, ha subìto un radicale rinnovamento grazie alla valorizzazione di alcune varietà autoctone come il nero d’Avola e l’introduzione di vitigni internazionali quali Chardonnay, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon. E’ dal 1638 in poi che il villaggio rurale venne chiamato Menfi, che sostituì il nome di Burgiomilluso, di Burgibelluso, di Burgio, di Borgetto, nomi che avevano caratterizzato il territorio ed il casale. Il borgo fu ricostruito sull’antico casale arabo di Burgimilluso.

Nel 1968 il paese subì numerosi danni causati dal terremoto che sconvolse la Valle del Belice. Un nome illustre menfitano fu quello del celebre musicista Antonio Palminteri (1846-1915) che occupò la cattedra di Contrappunto e Armonia del Conservatorio di Milano e fu compositore di due opere liriche, “Arrigo II” e “Amazìlia”.

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INFO UTILI

Come Arrivare

In Auto:
Da Palermo:
autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo uscita Castelvetrano. Pocedere in direzione Menfi.
Da Messina:
autostrada A18 direzione Catania, poi autostrada A19 con uscita Caltanissetta, poi SS115 Caltanissetta-Agrigento-Menfi

In Treno:
Linea Palermo-Castelvetrano, poi da Castelvetrano autobus per Menfi.

In Aereo:
Arrivo all’aeroporto di Palermo (Falcone-Borsellino), di Trapani (Birgi) o di Catania poi autobus per Menfi.

In Nave:
Arrivo al porto di Palermo o di Trapani, poi autobus per Menfi

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IN MIGLIAIA A MENFI PER 20^ INYCON

In migliaia a Menfi per la ventesima edizione di Inycon, la più antica manifestazione siciliana dedicata al vino di qualità che si è chiusa domenica 21 giugno nella cittadina con lo spettacolo “Menfishine”, di Francesco Bondì, e i fuochi d’artificio a ritmo di musica su una affollata piazza Vittorio Emanuele III.

Durante tutto il fine settimana si sono alternati mostre, degustazioni, wine tasting e incontri alla scoperta del mondo di Bacco ma anche concerti e spettacoli, tra cui lo show di Roy Paci e Aretuska, che hanno animato tutto il centro dando il via alla stagione turistica e registrando un primo boom delle presenze.

La manifestazione è stata promossa dal Comune di Menfi in collaborazione con l’associazione Si.S.Te.Ma. Vino, la Strada del vino Terre Sicane, Cantine Settesoli e l’agenzia Feedback di Palermo.

“A Menfi si è respirato un clima gioioso – ha spiegato il sindaco di Menfi, Vincenzo Lotà -. Inycon ha inaugurato l’estate segnando il suo solstizio e, grazie al richiamo delle iniziative in programma, ha attirato tantissimi visitatori che hanno riempito le strutture turistiche della zona dando il via alla stagione. Ogni anno questa festa continua a crescere, attirare e incuriosire visitatori da tutta la Sicilia Occidentale alla presenza delle aziende e dei Comuni delle Terre Sicane che hanno messo in mostra i loro prodotti e promosso il loro territorio. Questo successo – ha concluso – ci stimola a trovare nuovi linguaggi e forme per una festa antica di grande tradizione”.

A MENFI AL VIA INYCON

Ha preso il via a Menfi Inycon, la più antica manifestazione siciliana dedicata al vino, che quest’anno celebra il suo ventennale. Fino a domenica 21 giugno andrà in scena un week end alla scoperta del mondo di Bacco tra sorsi sotto le stelle, mostre e momenti di approfondimento all’insegna del vino di qualità, vero protagonista di un territorio incantevole. La manifestazione è promossa dal Comune di Menfi in collaborazione con l’associazione Si.S.Te.Ma. Vino, la Strada del vino Terre Sicane, Cantine Settesoli e l’agenzia Feedback di Palermo.
“La comunità, le aziende e i cittadini di Menfi – ha spiegato Vincenzo Lotà, sindaco di Menfi – sono coinvolti alacremente nel rinnovare questo appuntamento importante sia per il territorio che per la sua identità. Lo sforzo profuso è quello che quotidianamente ci impegna per uno sviluppo del territorio all’insegna della qualità nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio rurale, preservandone l’integrità per le future generazioni”.